Laser Dentale a ND YAG ad utilizzo professionale

Dentisti Laser
Laser Dentale a Neodimio Yag
 

Laser a Stato Solido Neodimio ND-Yag

Sono stati i primi ad essere inventati e sono quelli più diffusi. Il materiale attivo è costituito da barrette di vetro o monocristalli drogati con opportuni atomi: sono, infatti, tali atomi a dar vita all’emissione stimolata mentre il vetro o il cristallo funzionano solamente come materiale ospitante.
Sono comunemente chiamati Yag laser (perché utilizzano un cristallo di granato d’alluminio e ittrio) e si differenziano per il metodo con qui questo cristallo viene drogato.
Ogni laser si differenzia per il sistema di elettroni e per il loro comportamento in eccitazione ed hanno quindi una diversa lunghezza d’onda.
Il sistema di pompaggio è ottico, in pratica all’interno della cavità c’è una lampada (ad impulsi o continua) che invia un flusso luminoso che viene convogliato sul materiale attivo.
La lampada emette una radiazione a largo spettro che viene assorbita, in parte, dal materiale attivo e darà vita all’emissione stimolata che poi si amplifica all’interno della cavità risonante.
I laser funzionano in regime continuo con potenze di decine di watt oppure in regime pulsato.

Laser Neodimio ND Yag
Il laser Nd-yag o Neodimio yag è un laser a stato solido. Negli anni ’60 è stato sviluppato per la prima volta mentre nei primi anni ’80 è stato introdotto in odontoiatria.
In questo laser il mezzo attivo viene “drogato” da uno ione neodimio Nd3+. La cavità risonante è costituita da specchi parabolici che focalizzano il processo di pompa nel cristallo di Yag.
Delle lampade flash che fungono da meccanismo di pompaggio, attivano il mezzo laser che passa così ad uno strato di eccitazione molecolare. I fotoni emessi formano il raggio laser che ha la frequenza di 1064 nm.
La radiazione non è visibile ad occhio umano perché è un raggio che nello spettro elettromagnetico fa parte della gamma ad infrarossi.
Per visualizzare il puntamento del laser è necessario che venga emesso coassialmente un raggio visibile.
Il trasporto del fascio laser avviene attraverso delle fibre ottiche al termine delle quali un manipolo consente di direzionare il fascio verso il bersaglio (tessuto, cavità orale o zone peri-orali) in modo preciso.

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